Ti presento Campobasso


Tutti in macchina, salutiamo il mare e dirigiamoci verso l’entroterra. Non ci sono autostrade, non servono, “dove andiamo noi non ci servono strade(scusate la citazione) prendiamo la Strada Statale 647 Fondo valle del Biferno, i locali la chiamano “bifernina”, mi raccomando la sicurezza prima di tutto: non esagerate con la velocità. Questa strada è particolare in quanto dalla diga del Liscione, si passa sul lago di Guardialfiera. In 54 minuti si raggiunge il capoluogo di regione.

Sull’alto del monte che sovrasta la città, come una vedetta, si mostra possente il Castel Monforte; pare che ancora oggi non sia certa la data di edificazione ma, cosa più certa, è la sua ristrutturazione avvenuta grazie a  Cola Monforte dopo il terribile terremoto del 1456. Se vogliamo continuare un giro culturale, non possiamo non visitare il Museo Sannitico ed il Museo dei Misteri. Quest’ultimo museo nasce da un evento alquanto singolare che si svolge durante la processione del Corpus Domini; dire che è una “rappresentazione sacra” non è sbagliato, ma va a sminuire una raffigurazione i cui documenti sembrano risalire al XVI secolo. In questa occasione sia bambini che adulti, vengono vestiti da angeli, demoni e santi e collocati su di un ingegno alto anche 5 metri, quasi come a volare, e portati in processione in un percorso ad anello che li riporta al punto di partenza: il museo dei misteri. Chiedo scusa per questa misera descrizione l’unico modo per capire di cosa si tratta è vedere quindi, vi rimando al sito del museo.

Campobasso è la prima città del Molise ed è qui che risiedono gli uffici della Regione e della Provincia nonché la sede dell’università del Molise ed anche la sede distaccata dell’ Università Cattolica del sacro cuore.

Qui in Molise la cucina è povera, genuina e varia. Mentre sulla costa potete gustare una deliziosa zuppa di pesce, nel capoluogo i piatti sono più contadini come la famosa pizza e minestra: un piatto a base di farina di granturco, verdure di campo, acqua, olio, aglio e peperoncino; ma se siete golosi come me, non potete non mangiare il leggendario, Milk Pan.

Campobasso è molto più di queste quattro parole che ho utilizzato per descriverla, è molto di più di un normale capoluogo: è la storia di un intero popolo, fiero ed antico come lo furono i Sanniti.

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