La porta d’occidente: Venafro


Tra il Lazio e la Campania c’è una lingua di terra che rientra nel territorio molisano; il cuore del sud Italia è pulsante e vivo, e batte a Venafro. 

Voci nel vento fanno risalire la fondazione della città alla mano di Diomede; le legende hanno un fondo di verità ma la cosa impressionante non è questa; sembrerebbe che nella piana, ci siano dei reperti che risalgono all’epoca preistorica. Tra antiche legende e qualche ritrovamento, l’unica cosa che sembra essere certa è che il  nome di Venafro appare già nel 300 d.c., ma solo sotto Augusto che inizia ad essere riconosciuta come città strategica e si avvia un a ricevere l’impostazione urbanistica che in parte conserva ancora oggi. Le sue strade furono calpestate dalle truppe di Carlo Magno che si scontrarono con i Longobardi del principato di Benevento. Ricca di storia, Venafro ha ospitato anche Vittorio Emanuele II di Savoia nella notte tra il 24 e 25 ottobre 1860, una piccola pausa prima di raggiungere Teano. Durante la II Guerra Mondiale, la città, conobbe un feroce bombardamento da parte degli anglo-americani: erano in cerca di Monte Cassino, dov’erano asserragliati i tedeschi. Ricchissima di storia si possono trovare numerose chiese, palazzi signorili, musei ed il cimitero militare francese.

Il mese di giugno è all’insegna della festa patronale dei Santi Nicandro, Marciano e Daria. Nella mezzanotte tra il  15 ed il 16 dal convento dei cappuccini si dà il via ai festeggiamenti grazie ad una “bandarella” (piccola banda) che ripete la stessa melodia per tutta la notte lungo le strade della città. Il “buongiorno” del 16 viene dato dai fuochi pirotecnici, le campane a festa e la banda che percorre le strade come a volerle preparare per la processione solenne della sera che, dalla chiesa dell’Annunziata portano il busto argenteo e le reliquie dei martiri presso la Basilica. Il 17, nella messa solenne delle 11:00 il sindaco della città pone tra le mani del busto argenteo le dei ceri e le chiavi della città. Il 18 giugno è all’insegna della processione serale delle 20:00 per riportare le reliquie alla Chiesa dell’annunziata. Non mi dilungo oltre poiché giugno si avvicina e noi saremo lì per documentare il tutto anche on le dirette.

Dopo tutta questa storia e tradizione è tempo di mangiare qualche boccone. Bisogna sapere che Venafro ha la denominazione di “Città dell’olio”. Inoltre è una delle poche città, se non l’unica, a vantare la dicitura “mozzarella di bufala campana d.o.p. ” non rientrando nel territorio campano.

Vorrei dilungarmi oltre e parlarvi dei taralli, dei vari formaggi e salumi  che qui si continuano a fare “come si facevano una volta” ma, per poterne parlare come si deve, ci dovreste mandare qualche “campione”, così da poter fotografare e documentare con video l’assaggio.

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