“I Fiori del male, donne in manicomio nel regime fascista” la questione femminile


Volti di donne con gli occhi spenti, bambine, ragazze senza più il solito sorriso forte ed innocente, tutte catalogate con una patologia, tutte schedate e dimenticate: la mostra nell’Arcivescovato tocca nel profondo.

I materiali documentari al centro del percorso espositivo arrivano in larga parte dall’archivio storico del manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo. Insieme ai volti di queste donne sono affiancati diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità e la sua visione deviata del ‘sesso debole’.

Questa visione è stata chiara, paradossalmente, proprio grazie al manicomio che ha avuto la funzione di ‘lente d’ingrandimento’ sulla devianza femminile e che durante il ventennio furono ideologiacamente piegati alle esigenze del regime.

La mostra è curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante, promossa dall’associazione ‘Mai più sole- Non una di meno‘ di Termoli e realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo. La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministro dei Beni e Attività Culturali, della Regione Abruzzo.

Una esposizione curata e voluta che mostra un lato di queste donne inedito e spaventosamente vero.

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