Donne, tra supplizi in manicomio ed ‘il male oscuro’


di Liberato Russo

Per l’evento storico fotografico e documentale “I FIORI DEL MALE”, questa sera è andata in scena la magistrale interpretazione dell’attrice di teatro Barbara Petti in “Suona, ti prego”! Dopo l’overture della Presidente dell’Associazione “Mai più sole – non una di meno”, Prof.ssa Petronilla Di Giacobbe, l’attrice molisana ha interpretato e vissuto sulla propria pelle i pensieri, le parole, il dramma interiore e fisico di alcune donne che hanno vissuto la violenza e il traumatico silenzio dei manicomi durante l’epoca fascista in Italia.

Attimi traboccanti di pura emozione in cui i brani interpretati divenivano ora dolci carezze ora lame sottili e taglienti. Estro e follia, arte ed euforia, silenzio e lacrime hanno attraversato la mente di tante donne che, oltre al supplizio inflitto dal “male oscuro”, hanno patito sofferenze atroci per i trattamenti riservati. I manicomi, un limbo di sabbia e sassi, un deserto assolato, bianco ma non certo immacolato! La chiosa finale del Dr. Malinconico – professionista di lunga esperienza della psichiatria e studioso della psiche umana, ha inchiodato tutti al legno della verità, quella verità che non ammette incertezza: per conoscere cosa siano stati davvero i manicomi bisogna averli vissuti, bisogna avere coscienza diretta e personale di ciò che sono realmente stati.

lib_2In modo particolare, proprio durante il ventennio fascista, la donna esuberante, volitiva, particolarmente estroversa, la donna stravagante ed eccentrica ma anche quella troppo taciturna, strana, stralunata e incomprensibile, era considerata una minaccia sociale, morale, etica. Ed ecco che queste strutture divengono perciò quel “luogo di cura” che deve riabilitare, deve correggere, se necessario deve “uccidere” quel tarlo che mina l’interiorità femminile ma soprattutto la realtà circostante e un intero sistema! Dunque, se questo malessere – che spesso si traduce persino in espressioni artistiche straordinarie (è il caso della poetessa Alda Merini) – si rivela una minaccia per la società, va combattuto, estromesso, messo a tacere. I brani interpretati da Barbara Petti hanno rivelato un universo pieno di vita, di sogni, d’amore, nonostante tutto. Inutile dire che trattare questo tema con fare romanzato serve a ben poco e non aiuta a comprenderne il dramma nascosto; l’emozione dev’essere messa sotto la lente della comprensione umana, della conoscenza scientifica, usando se necessario il bisturi per eliminare il cancro della compassione o, peggio, della superficialità miope e gretta.

Nel 2018 ci sono altri “manicomi” che sgretolano l’esistenza di tanti individui fragili, soli, vittime di un silenzio assordante; se quelle antiche strutture sono state chiuse da una legge del Prof. Basaglia, bisogna anche ammettere che una legge – da sola – non è ancora riuscita a sconfiggere l’indifferenza, il disprezzo, l’abbandono, il pregiudizio. Il manicomio – come ha giustamente ricordato il Dr. Malinconico – è dentro di noi e può ancora generare mostri! L.R.

 

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