Zafferano, la spezia dei Re


Lo zafferano, la spezia dei re, è approdata in Molise grazie all’idea del dott. Salvatore Ciocca, responsabile della gestione dei vivai. Il capo vivaista, Attilio Amicone, ci racconta com’è stato svolto il lavoro:

zafferano (3)Lo zafferano richiede un tipo di terreno sciolto, drenante, senza ristagni d’acqua e fortunatamente avevamo a disposizione una piccola area idonea alla coltivazione di questo prodotto, quindi, a fine giugno abbiamo preparato il terreno facendo una aratura profonda 50 cm. Inseguito – spiega – abbiamo effettuato una concimazione organica e recintato l’area per evitare danni da cinghiali, tassi ed altri animali esterni. In seguito, abbiamo acquistato 50 kg di bulbi selezionati e li abbiamo seminati il 26 luglio, in quattro aiuole, ognuna formata da tre file distati tra loro 30 cm per facilitare la lavorazione a man del diserbo; nella fila, i bulbi sono distanti tra loro 10 cm perché abbiamo scelto di effettuare una raccolta biennale”

Come ci viene spiegato, la distanza tra i bulbi dipende anche dal tipo di raccolto che s’intende fare: annuale, bastano 3 – 4 cm; per il quadriennale bisogna aumentare la distanza, questo per facilitare la formazione di nuovi bulbi.

Dopo circa due mesi, sono venute fuori le prime piantine – prosegue – e dopo altri 20 giorni la fioritura. All’inizio è poca,ma va ad incrementarsi giorno per giorno; il tutto dura massimo 15 giorni e la raccolta avviene nelle prime ore del mattino perché a fiore chiuso lo zafferano è di qualità superiore. Finito questo passaggio, ci si siede a tavola e si separano gli stimmi dal fiore per poi passare all’essiccazione che può avvenire a forno, o vicino al fuoco, oppure sulla stufa. Infine, si mette il tutto in un barattolo di vetro ben chiuso e lo si conserva al buio e – conclude – consumarlo preferibilmente dopo un mese”

La sperimentazione ha portato grande soddisfazione in quanto, nel vivaio, sono riusciti a produrre circa 25 grammi di prodotto.  

Siamo molto soddisfatti non solo per l’esito della sperimentazione, ma anche perché c’è stato un forte interesse da parte della popolazione ed è venuto a farci visita anche l’Istituto Agrario di Larino”.

Il successo di questa iniziativa è indiscusso, ora non resta che a noi molisani, preparare i nuovi impianti.

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