Le origini di un paese misterioso: Petacciato


Ha un panorama unico che permette di vedere non solo il mare ma anche la Majella. Petacciato, in provincia di Campobasso, si erge su di una collina a 225 metri sul livello del mare.

Le sue origine sono incerte perché gli scritti ritrovati non sono completi ed alcuni nemmeno dimostrabili. Si conosce però che è una delle città antiche del Molise ed in età preromana fu occupata dai Frentani. Il suo nome potrebbe discendere da ‘Petazio’ che significa ‘cappello a larghe falde’. Il territorio è sempre stato conteso da vari popoli e briganti: i Goti, i Bizantini e i Longobardi. Il centro sotorico è stato più volte distrutto da diversi terremoti, l’ultimo avvenuto nel 1456 che ha provocato moltissimi morti tra il 4 ed 5 dicembre.

Dopo un periodo di abbandono fu ricostruita e nel 1463 distrutta nuovamente dagli Angioini. Nella sua lunga e travagliata storia, Petacciato ha vissuto anche il dominio dei D’Avalos, una nobile famiglia napoletana che contribuì al suo sviluppo economico e sociale. Nel 1923 divenne comune autonomo staccandosi da Guglionesi.

Oggi vanta un paese storico ricco di monumenti caratteristici ed una zona litorale da far invidia ai centri estivi più sviluppati. Tra i monumenti più impostanti spicca il Castello normanno che si trova nella parte più alta del paese. Distrutto e ricostruito come palazzo signorile è facile vedere ancora i segni medievali come il ponte levatoio. La Chiesa di Santa Maria di Petacciato, costruita in romanico, è il fulcro del paese con le due navate ed il campanile che ‘veglia’ sul paese è dedicata a San Rocco.

La Torre di Petacciato è litoranea del sistema difensivo contro i Turchi. Un paese che racconta la sua storia attraverso i monumenti ed alla veracità degli abitanti. Il litorale con acque cristalline è una meta ambita per la stagione estiva.

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