Miranda, una storia ricca di passione


Miranda è un importante paese in provincia di Isernia di 1.022 abitanti, ma con una ricchezza del territorio sia archeologico, che culturale, che gastronomico che è conosciuto in tutto Italia.

Un primo insediamento umano è da far risalire probabilmente all’XI secolo, come testimonia la facies normanna del castello che si erge sul promontorio prece. Attorno ad esso si sviluppa tutto il centro cittadino diviso da vari muraglioni che costruiti a partire dalla fortezza primaria. Le scarse documentazioni del feudo di Miranda testimoniano un fitto passaggio da parte di varie famiglie nobiliari, tra cui i partenopei Di Somma, il cui stemma familiare costituito da due torri su fondo marino è ancora oggi il simbolo ufficiale del comune.

La chiesa principale del comune è la cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1493 e ultimata soltanto a metà del XIX secolo. Altro importante edificio religioso è la cappella di Santa Lucia, situata sui monti che circondano il paese e da cui si può vedere l’intera vallata di Isernia. Davanti alla chiesa c’è una grotta e secondo una leggenda locale vuole essersi rifugiata la santa del paese, ma ne parleremo domenica in maniera più precisa. Il dopoguerra di Miranda è segnato da un importante ritrovamento archeologico: la grande stele risalente al I secolo d.C., sulla quale sono raffigurate le sembianze di quattro persone. La stele venne rinvenuta il 15 agosto 1955 in un vallone alle porte di Miranda dal giovane studente Raffaele Pizzi, appassionato di archeologia, oggi Dirigente Scolastico in pensione.

Dopo innumerevoli vicende sempre legate alle leggende il Pizzi fu costretto a ritardare il ritrovamento al 1968, in accordo con il sindaco dell’epoca Alberto Gentile. La stele del Pizzi (eletto per molti anni Presidente della Pro-Loco di Miranda) reca due scritte, una posta in alto e l’altra in basso (in verità non molto chiare, data l’usura dei secoli), ma leggibili come segue:

C.Paccius L.f. V<o>ltinia Capito ex <testamento> sibi et suis fieri [iussit] L.Paccio patri, Neratia matri, Pacciae sorori

Oggi è una ricchezza per il paese e primeggia sulla piazza cittadina come una chicca senza eguali.

 

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