Bojano, dove la tradizione sannita vive ancora


Bojano è un comune molisano di 8 097 abitanti della provincia di Campobasso. La città vanta un notevole passato, iniziando proprio dalla fondazione millenaria oltre il VII secolo a.C., e capitale dei Sanniti.

A dimostrazione del passato sannita, ancora oggi è possibile ammirare la rievocazione storica del Ver Sacrum. Dopo la conquista romana nel III secolo a.C e dopo la battaglia di Boviano, il borgo non fu distrutto, tanto che nel VI secolo fu fondata la diocesi, collegata a Campobasso. Parte essenziale del Ducato di Benevento, nel XIII secolo divenne la capitale del ducato omonimo, che poi divenne il Contado di Molise. Trascorse anni difficili durante la seconda guerra mondiale.

Ha dato i natali al docente universitario e storico Emilio Gentile, uno tra i maggiori studiosi internazionali di storia del fascismo, e al manager Alfonso Desiata, amministratore delegato e presidente di Generali Assicurazioni dal 1999 al 2001. La tradizione del popolo sannita-beneventana è rimasta invariata, tanto che Bojano celebra una festa cristiano-profana dedicata al culto degli animali. Sorge ai piedi del Monte La Gallinola (1.923 m), seconda cima di questo massiccio che segna il confine tra la Campania e il Molise. Il territorio comunale è ricchissimo di sorgenti, fra cui vanno segnalate in località Pietre Cadute quelle del fiume Biferno, il più lungo tra quelli con corso interamente in Molise, e di alcuni suoi affluenti, tra cui la Callora (torrente, con sorgenti in alta montagna) e il Calderari (sorgente in località Santa Maria dei Rivoli) che attraversa per un lungo tratto l’abitato prima di congiungersi appena al di fuori di esso con il Biferno.

In località Alifana sono presenti piccoli laghi artificiali per la pesca sportiva. Il territorio strettamente montuoso è coperto di vasti boschi, prevalentemente di castagno, faggio, quercia, cerro. È da segnalare la presenza dell’albero di castagno più antico d’Italia, la cui presenza ha permesso di datare come probabile l’introduzione della pianta nella Penisola al periodo delle invasioni barbariche.

Ma Bojano ha anche una medaglia di bronzo al valore nella seconda guerra mondiale per: «Centro strategicamente importante, situato sulla linea ‘Viktor’, fu sottoposto a devastanti bombardamenti che provocarono vittime civili e danni ingentissimi alle abitazioni, alle infrastrutture ed al patrimonio industriale. I cittadini, costretti a rifugiarsi nei paesi vicini, seppero resistere con fierissimo contegno agli stenti ed alle dure sofferenze, per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale.».

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