A rimirar i boschi: Riccia


In un angolo compreso tra Campania e Puglia, traviamo un borgo immerso nei boschi: Riccia.

Questo paese, non ha molta storia documentata ma, sembrerebbe, che sia stata terra di confine tra i valorosi Sanniti ed i Romani. L’unica testimonianza certa è la torre cilindrica parte di quello che doveva essere il castello dei Di Capua.

La chiesta di Santa Maria Assunta che, pare, risalga intorno al XIII sec. Qui, possiamo trovare il quadro ligneo con la raffigurazione della Madonna con gli Apostoli che, sembra risalire al rinascimento; cosa non di poco conto, sono le reliquie di San Vitale. Il martire, fortemente voluto e venerato dalla comunità, fu portato in processione da  Roma a Riccia il 20 aprile 1755; per l’occasione si accende il ‘fuoco purificatore’.

Per avere un assaggio di ciò che era la vita in quel borgo, possiamo far visita al Museo delle Arti e delle Tradizioni  che, tra i vari pezzi esposti possiamo ammirare un telaio, strumenti musicali ed anche arnesi da ciabattino.

Questo comune conta circa 5mila abitanti che, ogni anno, finita la vendemmia festeggiano con una delle più importanti sagre della regione: “La Festa dell’Uva“. Arrivata alla sua 87° edizione, vede sfilare tra le strette vie del paese carri allegorici di ogni forma con donne e bambini che offrono vivande tipiche ai passanti

Con il sole o con la pioggia, non importa, si festeggia!

Dopo un breve tour bisogna… mangiare! Un piatto pieno di spaghetti con alici, noci e mollica di pane una ricetta povera ma che, grazie alla sua semplicità, ne rimarrete estasiati. Non facciamoci mancare il dolce: zuppone, ovvero, riso con latte; questa ricetta è molto semplice ed altrettanto buona, i suoi ingredienti sono riso, latte, vaniglia, scorza di limone, cannella e latte; facile, veloce e gustosissima.

Anche qui possiamo trovare il tartufo che, come racconta mio suocero, veniva chiamato “la patata che puzza” e pertanto non veniva né raccolto né tanto meno mangiato. Fortunatamente questo trend è cambiato e possiamo gustare dei piatti particolarmente buoni con questo fungo/tubero. Ad ogni modo, essendo terra ricca di boschi, è ricca di erbe e radici medicinali ed è qui che possiamo trovare un ottimo Amaro Molisano, rigorosamente fatto in casa con ricetta tramandata a voce di generazione in generazione, che conta almeno 32 tipi diversi di erbe e non solo.

Formaggi, salumi, olio e vino, vengono ancora prodotti “come si faceva una volta” mantenendo quel sapore unico che solo una terra vergine come il Molise può ancora offrire.

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