Il Cantone della Fata


Questa antica leggenda molisana narra di una fata incantevole e della sua impagabile libertà.

In epoca feudale viveva a Castropignano una ragazza talmente bella da essere chiamata la fata, promessa sposa di un fortunato giovane del luogo. All’epoca, però, vigeva la legge dello “ius primae noctis”: il diritto da parte del signore feudale, in questo caso di un duca, di poter trascorrere la prima notte di nozze con la moglie di un suo servo. Una legge tremenda, alla quale la giovane donna, la fata, proprio non voleva sottomettersi. Ma poco c’era da fare, la legge è legge e dopo aver sposato il giovane a lei promesso, il duca doveva passare con la donna la prima notte di nozze ed accertarsi della sua purezza.

Una cosa che fece quasi impazzire la fata tanto da scappare nella notte. Quanto dura fosse la sua pena si può solo immaginare e con gli occhi pieni di lacrime, mentre correva non si accorse di questo masso enorme posto nel bel mezzo di una vegetazione quasi nulla. Più basso del monte poco distante, ma alto a sufficienza per far terminare in maniera brusca la corsa della fata che terminò con un lancio nel vuoto, proprio dalla roccia prima citata, il Cantone della Fata. La giovane si sottrasse al disonore per amore e la tradizione popolare non solo vede la roccia come il simbolo d’amore, ma la identifica come il punto esatto in cui si aggira il fantasma della bellissima donna.

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