A Pasquett’ che pasquetta non è


Termoli ha sempre avuto un legame molto particolare con la tradizione: alcune usanze sono sopravvissute al tempo altre, invece, con passo lento e trascinate sono entrate nella nebbia e si sono perse nelle strade tortuose e labirintiche della memoria collettiva.

Una di quelle cadute nel dimenticatoio è “La Pasquetta”. Questo nome vi riporta automaticamente al “Lunedì dell’Angelo” ma, questa usanza (in quanto non è una vera e propria festa) non si riferisce a questo periodo dell’anno.

A Pasquett’ si festeggiava alla vigilia dell’Epifania ed annunciava l’arrivo dei Re Magi; si girava per il paese cantando la seguente canzone:

E domani è la pasquetta
crisce sante e benëdette,
la Pasquetta che vuol dire:
i Re Magi all’apparire
i Re Magi all’apparire.

Apparirono in una grotta
mezza sana e mezza rotta,
dov’è nato il bambinello
tra il bue e l’asinello
tra il bue e l’asinello.

Su nel cielo una cometa
era il segno del Profeta;
i Re Magi dall’oriente
s’avviarono lentamente
per venire a Betlemme.

Con incenso mirra e oro
e degli Angeli un gran coro:
Gloria a Dio discesero in terra
tanta pace niente guerra,
Gloria a Dio discesero in terra.

Quella stella dall’oriente
segna e segue si’ lucente
ed annuncia al pastore
che è nato il Redentore
che è nato il Redentore.

Notte santa e risplendente
la speranza tra la gente:
ogni cuore canta amore
è il più bel dono del Signore,
viva, viva il Salvatore

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